“Se non avete vinto un premio Ig Nobel stasera, ma soprattutto se lo avete vinto, avrete più fortuna l’anno prossimo”. Questa la formula di rito, pronunciata come da tradizione dall’istrionico fondatore Marc Abrahams, che ha chiuso l’edizione 2026 degli Ig Nobel. Una cerimonia storica, costretta dopo trentacinque anni a trasferirsi dalle storiche aule di Harvard e del Mit di Boston fino a Zurigo a causa di un clima politico statunitense ritenuto troppo ostile per i ricercatori internazionali. Ma nonostante il cambio di continente, l’obiettivo della rivista Annals of Improbable Research con i suoi premi strampalati è rimasto intatto: premiare quelle scoperte che “prima fanno ridere, poi riflettere”, studi all’apparenza strampalati ma scientificamente solidissimi, tutti pubblicati su riviste peer-reviewed. Ai dieci gruppi di vincitori è andato l’iconico trofeo (quest’anno a forma di fungo-piede-spicchio di formaggio) e una banconota da 10 trilioni di dollari dello Zimbabwe, cimelio dal valore nullo legato alla svalutazione record del paese.
Ecco i dieci premi dell’edizione 2026.
Economia: più sei ricco, più sei spietato. Attraverso sette studi, un’équipe di Berkeley ha dimostrato che i conducenti di auto di lusso tagliano la strada con maggiore frequenza, e che in laboratorio gli individui di ceto alto mentono di più e arrivano persino a rubare caramelle destinate ai bambini, giustificando l’avidità come una virtù.
Pace: il nemico del mio nemico è mio amico. I vincitori hanno documentato che le persone non cercano amicizie universalmente buone: preferiscono di gran lunga compagni in grado di rivelarsi spietati con chi non sopportano.
Olfatto: i bebè profumano, i teenager no. Uno studio su 235 famiglie polacche ha svelato che il 93% dei genitori ama alla follia l’odore dei figli sotto i 4 anni, ma l’apprezzamento crolla con la pubertà. È un meccanismo evolutivo: favorisce l’attaccamento primario e allenta i legami fisici per prevenire l’incesto.
Biologia: lasciate in pace le vipere. Ricercatori brasiliani hanno calpestato dozzine di Bothrops jararaca (responsabili di 20mila avvelenamenti annui) per mappare gli stimoli difensivi. Risultato: i serpenti mordono soprattutto se schiacciati sulla testa, e gli esemplari più irascibili in assoluto sono le femmine e i neonati.
Scienza del suolo: la salute della terra si misura in mutande. Un team olandese-svizzero ha seppellito mille mutande di cotone in 25 paesi. Dissotterrandole dopo due mesi, hanno dimostrato che la velocità di decomposizione del tessuto è un perfetto indicatore ecologico e low-cost dell’attività biologica del terreno.
Chimica: il super-latte di scarafaggio. Assegnato a chi ha risolto la struttura atomica della proteina del latte secreta dallo scarafaggio viviparo Diploptera punctata. Cristallizzando nell’intestino dell’embrione, contiene oltre tre volte l’energia del latte vaccino.
Tecnologia: il Necroprinting. Due scienziati hanno trasformato le proboscidi di zanzare femmine morte in ugelli per stampanti 3D ad altissima risoluzione. Stampano linee di 20 micron (più sottili dei migliori aghi metallici) e sono state usate per creare impalcature di idrogel con cellule tumorali vive all’86% di vitalità.
Fisica: la geometria dell’orinatoio perfetto. Applicando la dinamica dei fluidi, i ricercatori hanno disegnato due orinatoi maschili (Cornucopia e Nautilus) in grado di eliminare il fastidioso problema degli schizzi senza usare costosi rivestimenti. Corollario: i cani urinano sugli alberi con angoli strettissimi per la stessa ragione.
Medicina: come ci si soffia il naso. Premio postumo al giapponese Tokuji Unno per un rigoroso studio aerodinamico del 1977. La conclusione scientifica per massimizzare la velocità dell’aria? Chiudere una narice per volta. Fossi in voi, non lo farei.
(foto copertina: Gemini Google)





